Storia

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Nel 1832, la Francia deve affrontare molte difficoltà sia a livello politico che sociale, sia per gli scontri sanguinosi in Parigi che mirano a rovesciare la monarchia, sia per un’epidemia di colera che miete oltre 100.000 vittime.
• In questo contesto, il giornalista Emmanuel Bailly decide di organizzare degli incontri denominati Conferenze di diritto e di storia, per gli studenti dell’Università della Sorbona di Parigi; vi partecipano anche giovani di fede ed opinioni diverse e, per questo motivo, si discute spesso e animatamente su varie questioni.
• Al termine di una di queste riunioni, un giovane studente universitario di vent’anni, Antonio Federico Ozanam, pronuncia queste parole: “Noi resteremo sulla breccia, ma non provate anche voi, come me, il desiderio ed il bisogno di partecipare, oltre che a queste Conferenze, a riunioni riservate ad amici cristiani e consacrate tutte alla carità? Non vi pare che sia tempo di passare dalle parole all’azione e di affermare con le opere la vitalità della nostra fede?”.
• Così, il 23 aprile 1833, nei pressi della chiesa di Saint-Sulpice, Federico Ozanam, Auguste Le Taillandier, Paul Lamache, François Lallier, Jules Devaux, Félix Clavé ed Emmanuel Bailly, iniziano la riunione con un’invocazione allo Spirito Santo e con la lettura di un brano della Imitazione di Cristo, stabilendo due punti fondamentali per i futuri incontri:
– il carattere semplice, amichevole e di confidenza reciproca fra i frequentatori;
– il fine pratico ed attivo di una fede operante.
• Suor Rosalie Rendu, appartenente alla compagnia delle Figlie della Carità fondata da San Vincenzo de Paoli, con la sua esperienza nel servizio ai bisognosi, riesce ad orientare gli studenti nella piena realizzazione del loro progetto.
• Nel gennaio del 1834, viene fatto il primo rendiconto al parroco nella cui giurisdizione operava la Conferenza, precisando così la posizione di ossequio alla gerarchia ecclesiastica, riservandole l’assistenza spirituale ma non la direzione che invece sarebbe spettata ai laici.
• Nello stesso anno, il 4 febbraio, in una riunione viene deciso di cambiare il nome di “Conferenza di Carità” in “Conferenza di San Vincenzo de Paoli” e fu stabilita la celebrazione della festa del Patrono la cui memoria liturgica ricorreva allora il 19 luglio (spostata al 27 settembre da papa Paolo VI, a partire dal 1969).
• Nel mese di maggio alcuni confratelli assumono l’incarico di insegnare a leggere e a scrivere agli operai, a cui si aggiungeva anche la visita domiciliare. Nel novembre del 1834, alla ripresa dei corsi universitari, i confratelli ammontano a 200; poi, grazie all’impegno di un amico di Ozanam, Léonce Curnier, viene istituita una nuova Conferenza a Nîmes: alla fine dell’anno gli iscritti sono 250 e sorgono nuove iniziative di aiuto per la moralizzazione dei detenuti, per l’apertura di biblioteche e per la distribuzione di vestiario.
• Le Conferenze vivono senza un vero e proprio regolamento per oltre due anni, fino a quando François Lallier riceve l’incarico di redigerlo con l’aiuto di Federico Ozanam. Al suo completamento, il regolamento viene presentato all’Assemblea Generale dell’8 dicembre 1835 e le Conferenze assumono la denominazione globale di “Società San Vincenzo de Paoli“. La Società, riconosciuta dalla Santa Sede con il Breve Pontificio di Gregorio XVI, in data 10 gennaio 1845, riceve la concessione dell’indulgenza plenaria per tutti coloro che ne fanno parte. In seguito, altri 5 Brevi Pontifici andranno a completare l’insieme dei favori spirituali.
• Alla fine del 1847 le Conferenze arrivano a 369, di cui 94 sono in paesi al di fuori della Francia: Italia (dal 1842, Roma); Belgio, Scozia e Irlanda (dal 1843); Inghilterra (dal 1844); Germania, Paesi Bassi, Grecia e Turchia (dal 1846); Stati Uniti d’America e Messico (dal 1846); Canada (dal 1847).
• Oggi la Società di San Vincenzo de Paoli opera nei cinque continenti ed è presente in 120 Paesi del mondo, dove sono attive circa 40.000 Conferenze con oltre 800.000 membri. La Sede Generale Internazionale si trova a Parigi. In Italia sono presenti 1.921 Conferenze con oltre 19.000 membri, rappresentati e organizzati attraverso la Federazione Nazionale Italiana con sede a Roma in Via della Pigna 13/a.

• Il 22 Agosto 1997 a Parigi, Giovanni Paolo II ha beatificato Federico Ozanam.

• La Società di San Vincenzo è regolata dagli statuti relativi ai Consigli Centrali e al Consiglio Nazionale di cui potete prendere visione.
• Chi volesse informazioni più approfondite sulle origini delle Conferenze può collegarsi al sito della San Vincenzo Italia
• La Società di San Vincenzo de Paoli è stata fondata nel 1833 da un giovane studente parigino, Federico Ozanam, e da alcuni suoi amici.
La situazione parigina in quegli anni era drammatica: la povertà e la miseria si incontrava ad ogni angolo di strada, e solo la Chiesa Cattolica era schierata dalla parte dei miseri. L’ intuizione di Federico Ozanam fu quella di costituire gruppi di giovani laici che si occupassero di aiutare le folle di disadattati.
Ben presto, dal primo nucleo di sei giovani, si arrivò ad una Società internazionale. Poco prima della morte di Federico Ozanam, avvenuta nel 1853, vi erano “Conferenze” di San Vincenzo in Francia, Italia, Spagna, Messico, Stati Uniti.

Ma Federico Ozanam aveva a cuore anche la questione sociale e politica della Francia. Pur essendo cattolico aveva ben chiaro il concetto di “libera Chiesa in libero Stato” e portava le sue idee rivoluzionarie su molti giornali dell’ epoca (come l’Ere Nouvelle da lui fondato).

Fu il più giovane docente all’Università della Sorbone e, con i suoi trattati sulla letteratura italiana era uno dei professori più amati dai giovani studenti.

La Regola Internazionale della Società di San Vincenzo de Paoli dà nuova enfasi ai ruoli di tutti i sette fondatori e, andando oltre lo storico dibattito riguardo all’identità del vero fondatore originario (Emmanuel Bailly o Frédéric Ozanam), afferma:
“La Società di San Vincenzo de Paoli è una comunità cristiana diffusa nel mondo intero, fondata a Parigi, in Francia, nel 1833, da un gruppo di giovani laici cattolici: Auguste Le Taillandier che ebbe la prima ispirazione, il beato Frédéric Ozanam, Paul Lamache, François Lallier, Jules Deavaux, Félix Clavé ed Emmanuel Bailly molto più anziano di loro, i quali si riunirono per dar vita alla prima Conferenza. La Società vuole ricordare con gratitudine questi giovani che ci hanno dato un esempio di dedizione verso i poveri e la Chiesa e che seppero cercare e seguire, con umiltà e realismo, il saggio consiglio e l’appoggio di colui che diventerà il primo Presidente Generale della nascente Società, Emmanuel Bailly.
Su tutti, lo Spirito Santo soffiò rinforzando il carisma di ognuno, manifestandosi particolarmente con la fondazione della Società di San Vincenzo de Paoli. Tra i fondatori, il beato Frédéric Ozanam fu una radiosa sorgente d’ispirazione.”
Non vi è alcun dubbio circa l’ispirazione e la guida fornita da Ozanam; ma chi erano i suoi amici, senza i quali l’organizzazione non avrebbe potuto essere fondata, né prosperare?
I giovani fondatori erano amici che si conoscevano da poco più di un anno, tutti originariamente residenti al di fuori di Parigi. Soltanto il loro mentore, Emmanuel Bailly, si era stabilito nella capitale già da qualche anno. Essi avevano molto in comune, oltre alle loro radici provinciali: cinque di loro erano studenti di giurisprudenza; quattro avevano padri che erano medici; per la maggior parte provenivano da famiglie che facevano parte della classe media di lavoratori che sorse dopo la Rivoluzione francese. Il nucleo di amici consisteva di Ozanam, Lallier, Lamache e Le Taillandier, che in varia misura rimasero in contatto per tutta la vita (trent’anni dopo la morte di Ozanam, Paul Lamache, l’ultimo fondatore vivente, avrebbe riferito che ancora pregava ogni giorno per Frédéric).
I fondatori condivisero una forte fede cattolica: il forte bisogno che sentivano di difenderla tra i loro coetanei, li indusse a creare e partecipare alla Conferenza di Storia, presieduta da Bailly. Questo desiderio di sostenere la loro fede in pubblico rimase evidente per la maggior parte della loro vita: cinque di loro continuarono regolarmente a contribuire con articoli ben motivati a riviste locali e ai principali giornali, divenendo membri molto rispettati delle comunità in cui si stabilirono e continuando a servire i poveri attraverso la Società che avevano fondato. Anche se oggi le loro storie sono sconosciute alla maggior parte dei membri di questa organizzazione, tutti i fondatori condussero esistenze dai tratti distinti.
I sei uomini, la cui vita è abbozzata sotto, sono tutti ricordati per aver frequentato la prima riunione della Conferenza il 23 aprile 1833, nelle redazione de “La Tribune Catholique”. Il settimo e principale fondatore, Frédéric Ozanam, ha visto la sua storia raccontata in tanti libri e molte pubblicazioni. Anche se questi sette erano tutti presenti a quel primo incontro, non furono i soli attori protagonisti dello sviluppo della Società. Questi uomini furono fortunati ad avere – quale mentore negli aspetti pratici e spirituali della carità – suor Rosalie Rendu, la cui affascinante storia di vita è raccontata in una recente pubblicazione di suor Louise Sullivan. Molti altri si unirono alla fondazione dei sette e diedero un contributo significativo alla crescita e alla formazione della Società. Questi primi membri inclusero: Jean-Léon Le Prévost, un membro non studente che fornì una leadership significativa; Jules Gossin, un eminente cattolico parigino che divenne il capace successore di Bailly come Presidente Generale. Il gruppo degli amici lionesi di Ozanam – Paul Brac de La Perrière, Joseph Arthaud, Alexandre Dufieux, Henri Pessonneaux e Amand Chaurand – contribuì alle idee che favorirono una tensione creativa tra le Conferenze di Parigi e Lione, migliorando le prospettive per la Società che divenne un’organizzazione internazionale di successo. Infine, fu rilevante il contributo di Adolphe Baudon che guidò l’organizzazione attraverso un periodo di transizione molto difficile, mentre lui ricopriva il ruolo di terzo Presidente del Consiglio Generale. Egli rivestì tale carica per 38 anni e molti lo considerano un secondo fondatore della Società.
Persone di fede – così come piene di talento e di integrità –, questi fondatori si incoraggiarono e sfidarono l’un l’altro. La Regola riveduta afferma correttamente che “lo Spirito Santo è stato senza dubbio presente in ognuno di loro alla fondazione della Società, promuovendo i carismi di ciascuno”. Sia Frédéric Ozanam che Emmanuel Bailly furono attenti alla diversità dei doni e delle capacità degli amici e li ispirarono ad una visione pratica della fede, all’amicizia vissuta come vocazione di servizio e alla compassione per i loro fratelli nel bisogno.